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Sensibilità Chimica
Multipla: un Consenso del 1999 Traduzione della Prof. Marina
Contarini
ABSTRACT. I criteri di consenso per la definizione della Sensibilità Chimica Multipla (MCS) sono stati identificati per la prima volta in un'indagine multidisciplinare del 1989 condotta da 89 clinici e ricercatori con vasta esperienza nel campo, e punti di vista ampiamente differenti sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Dopo dieci anni i loro 5 principali criteri di consenso non sono stati ancora confutati nella letteratura pubblicata (definire, in pratica, la
Sensibilità Chimica Multipla come:
[1] uno stato cronico
[2] con sintomi che ricorrono in maniera riproducibile
[3] in risposta a bassi livelli d'esposizione
[4] a prodotti chimici multipli e non connessi tra di loro
[5] che migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi). Con un sesto criterio di verifica che ora proponiamo di aggiungere (ovvero, che i sintomi si presentino in sistemi d'organi multipli), questi criteri sono tutti comunemente compresi dalle definizioni della ricerca sulla Sensibilità Chimica Multipla. Nonostante ciò, il loro uso
standardizzato negli ambienti clinici è ancora carente, in ritardo da tempo, ed
enormemente necessario — in particolare alla luce degli studi promossi dai
governi di Stati Uniti, Regno Unito e Canada, che hanno rivelato casi di
Sensibilità Chimica 2-4 volte superiore tra i veterani della Guerra del Golfo
che nei controlli tra il personale non impiegato. Inoltre, le indagini del
Dipartimento della Salute sulla condizione dei civili nel New Mexico e nella
California hanno indicato che in un 2-6%, rispettivamente, erano già stati
diagnosticati casi di Sensibilità Chimica Multipla e che il 16% dei civili ha
segnalato "una sensibilità insolita" ai prodotti chimici comuni. Da quest'alta
prevalenza di casi, così come dimostra l’accordo del 1994 dell’Associazione
Pneumologica Americana, dell’Associazione Medica Americana, dell’Ente per la
salvaguardia ambientale degli Stati Uniti, e della Commissione per la tutela e
la sicurezza dei consumatori degli Stati Uniti, che "lamenta [della Sensibilità
Chimica Multipla] che non deve essere confinata come psicogenica, e come sia
essenziale un accurato lavoro di gruppo", suggeriamo che la Sensibilità Chimica
Multipla venga formalmente diagnosticata — accanto a qualsiasi altro disturbo
che possa essere presente — in tutti i casi in cui vengano riscontrati i 6
criteri sopramenzionati di consenso, e che nessun altro disordine organico (per
esempio, la mastocitosi) possa essere tenuto in relazione a tutti i segnali e ai
sintomi connessi con l’esposizione chimica. I milioni di civili, e le decine di
migliaia dei veterani della Guerra del Golfo, che soffrono dalla Sensibilità
Chimica non dovrebbero continuare ad aspettare ancora a lungo una diagnosi
standardizzata, mentre la ricerca medica continua a studiare l’eziologia dei
loro segni e sintomi. Come ricercatori e clinici con
esperienza nello studio, valutazione, diagnosi, e/o cura di adulti e bambini con
disturbi connessi alla sensibilità chimica, sosteniamo l’obiettivo dichiarato
della Conferenza di Atlanta del 1999, organizzata dall’Istituto Nazionale per la
Salute, sull‘Impatto sulla salute delle esposizioni chimiche durante la
Guerra del Golfo, "di caratterizzare completamente la natura delle
esposizioni chimiche multiple tra i veterani della Guerra del Golfo, e di
mettere in relazione questa caratterizzazione con ciò che è noto come
Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e le condizioni correlate ed i disturbi
diagnosticati tra la popolazione civile"(l). Basandoci su una ricerca condotta
da agenzie federali e governative, noi già sappiamo che la Sensibilità Chimica
Multipla è uno dei disturbi cronici diagnosticati più comunemente tra la
popolazione civile e il più comune - ma ancora largamente non diagnosticato -
tra i veterani della Guerra del Golfo degli Stati Uniti. Nelle indagini condotte
telefonicamente in tutto lo Stato tra adulti selezionati in maniera casuale, e
condotte dai Reparti per il controllo della salute della California, nel 1995 e
nel 1996, e del New Mexico, nel 1997, i ricercatori hanno riscontrato che il 6%
degli adulti in California (2) ed il 2% degli adulti del New Mexico (3) hanno
dichiarato che erano già stati diagnosticati loro sintomi di Sensibilità Chimica
Multipla, o di Malattia Ambientale, mentre il 16% in entrambi gli Stati ha detto
di essere "insolitamente sensibile ai prodotti chimici quotidiani". Quando è
stato chiesto a adulti selezionati casualmente in altri Stati se fossero "particolarmente
sensibili" (anziché "insolitamente" sensibili), un terzo degli intervistati ha
continuato a dire che lo erano (4-6). Tra i veterani del periodo della
Guerra del Golfo, i dati della più grande indagine condotta su campioni casuali
presentata nel 1998 dal Dipartimento degli Stati Uniti sulle questioni relative
ai veterani (VA) (basata su questionari compilati da 11.216 persone impiegate
nel Golfo e da 9.761 non impiegate) mostra il 5% di sensibilità chimica
fra il personale non impiegato e il 15% tra il personale impiegato (7).
Altri ricercatori del Dipartimento per i veterani riportano tassi percentuali
molto più alti --ma la stesso scarto del triplo superiore -- in un campione più
piccolo scelto a caso tra pazienti esterni dell’ospedale dei veterani di guerra:
l’86% dei veterani ammalati assegnati al Golfo lamenta sensibilità chimica,
rispetto al 30% dei veterani ammalati non impiegati nel Golfo (8). Nell’unico
studio in cui la Sensibilità Chimica Multipla è stata specificamente valutata
tra i veterani selezionati in maniera casuale dai registri del Dipartimento, i
ricercatori hanno riscontrato il 36% dei 1.004 criteri comuni di verifica della
Sensibilità Chimica Multipla (9). Tra il personale del Dipartimento della Difesa
(DOD) scelto in modo casuale, ed in servizio attivo, due studi più ampi del
Centro per il controllo delle malattie ha riscontrato una differenza leggermente
minore -- ma ancora significativa -- di rapporto di prevalenza tra il 2.1- e il
2.5 di casi auto-diagnosticati di sensibilità chimica tra il personale
schierato nel Golfo, in rapporto a quello non schierato. Nello studio "dell’Iowa",
in cui i tassi di prevalenza tra personale impiegato e non impiegato erano
rispettivamente del 5.4% e del 2,6%, i ricercatori hanno adottato un
questionario dettagliato per valutare "la probabile Sensibilità Chimica Multipla"
(10). Nello studio "della Pensylvania", (11) in cui i tassi di prevalenza erano
del 5% contro un 2%, rispettivamente, è stata fatta solo una domanda con
risposta "si o no" rispetto alla sensibilità chimica. I veterani canadesi della
Guerra del Golfo hanno segnalato un tasso di prevalenza della Sensibilità
Chimica Multipla approssimativamente pari solo alla metà (2,4%), tuttavia essa
era quattro volte superiore rispetto ai loro controlli (12). Anche nel Regno
Unito, in cui la Sensibilità Chimica Multipla è poco nota, nel rapporto sui
veterani della Guerra del Golfo sono stati diagnosticati casi di sensibilità
chimica multipla 2.5 volte superiori rispetto alla percentuale stabilita
dai controlli militari (13). Chiaramente, vi è una
significativa esigenza di una definizione clinica standardizzata della
Sensibilità Chimica Multipla e di un protocollo clinico completo che il
Dipartimento statunitense per i veterani, il Dipartimento per la Difesa ed altri
medici possano utilizzare per la diagnosi. Noi suggeriamo ai nostri colleghi e
promotori del Congresso di Atlanta — il Dipartimento per la salute, l’Ufficio
per i servizi sanitari e scientifici, i Centri per il controllo delle malattie e
la prevenzione, l’Istituto nazionale per la salute, e l’Agenzia per le sostanze
tossiche e il registro delle malattie — che la Sensibilità Chimica Multipla
venga convenzionalmente definita per scopi clinici attraverso i 5
maggiori "criteri di verifica" identificati nell’indagine condotta nel 1989 da
89 clinici e ricercatori con ampia esperienza sulla Sensibilità Chimica Multipla,
ma allo stesso tempo con punti di vista ampiamente divergenti circa la sua
eziologia (14). Tra di loro vi erano 36 esperti di allergia, 23 medici del
lavoro, 20 esperti di "ecologia clinica", e 10 esperti di medicina interna e
otorinolaringoiatria. Aggiungeremmo soltanto che i sintomi connessi con le
esposizioni chimiche devono coinvolgere i sistemi di organi multipli, ciò
contraddistingue infatti la Sensibilità Chimica Multipla dai disturbi specifici
del sistema costituito da un solo organo (per esempio, asma, emicrania), che
ugualmente possono rispondere ai primi 5 test di verifica. Test di verifica
per la Sensibilità Chimica Multipla I seguenti test di verifica per
la diagnosi della Sensibilità Chimica Multipla sono stati raccolti dallo studio
di Nethercott ed altri (14) (finanziato in parte dalle concessioni della NIQSH
degli Stati Uniti e della NIEHS degli Stati Uniti):
1.
"i sintomi sono riproducibili con [esposizione ripetuta al prodotto chimico]."
2.
"la condizione è cronica."
3.
" bassi livelli di esposizione [poco tollerati, piuttosto che tollerati in
precedenza, o comunemente tollerati] provocano il manifestarsi della sindrome."
4.
"i sintomi migliorano o scompaiono, quando gli elementi scatenanti vengono
rimossi."
5.
"si presentano reazioni a sostanze chimicamente multiple e non correlate."
6.
[aggiunto nel 1999]: I sintomi coinvolgono i sistemi multipli di organi. Citato l’unico altro esplicito
accordo mai pubblicato sulla Sensibilità Chimica Multipla — la dichiarazione del
1994 dell’Associazione Pneumologica Americana, dell’Associazione Medica
Americana, della Commissione degli Stati Uniti per la salvaguardia dell’ambiente,
e della Commissione Statunitense per la difesa del consumatore, che "lamenta
come la [Sensibilità Chimica Multipla] non debba essere relegata come
psicogenica, e come sia essenziale un accurato lavoro di gruppo" (ALA 1994) --
raccomandiamo che la Sensibilità Chimica Multipla venga diagnosticata ogni qual
volta vengono riscontrati tutti i 6 test di verifica, con qualsiasi altro
disturbo che parimenti può essere presente, quale Asma, Allergia, Emicrania,
Sindrome da Fatica Cronica (CFS), e Fibromialgia (FM). La Sensibilità Chimica
Multipla dovrebbe essere esclusa solo se un singolo altro disturbo multi-organo,
quale Mastocitosi o Porfiria può dar conto allo stesso modo dell’intero spettro
dei segnali e dei sintomi, e della loro associazione alle esposizioni chimiche,
escludendo la Sindrome da Fatica Cronica (CFS) o la Fibromialgia (FM), che non
sono così collegate. Per aiutare i medici non esperti
nella diagnosi della Sensibilità Chimica Multipla, suggeriamo che i protocolli
clinici includano convalidati questionari per lo screening e la
caratterizzazione della sensibilità chimica (15,16), un elenco di
disturbi coincidenti da valutare nella diagnosi differenziata della Sensibilità
Chimica Multipla, e un elenco di segnali e anomalie associate alla Sensibilità
Chimica Multipla presenti nella letteratura scientifica accreditata (riassunta
da Ashford e Miller (17) e Donnay (18)). Nonostante nessun test venga ancora
considerato nella diagnosi della Sensibilità Chimica Multipla, quelli suggeriti
dai segni, sintomi o dalla storia, possono essere utili per il trattamento e la
diagnosi della malattia. La presentazione della
Sensibilità Chimica Multipla può variare ampiamente di caso in caso e nel tempo.
Taluni individui sono completamente disabili a causa di gravi sintomi quotidiani,
per esempio, mentre altri sono solo minimamente disabili a causa di lievi
sintomi sofferti occasionalmente. Raccomandiamo pertanto che ogni diagnosi
clinica della Sensibilità Chimica Multipla venga caratterizzata e seguita nel
tempo adottando indicatori quantitativi e/o qualitativi di impatto sulla vita
o disabilità (ovvero minimale, parziale, totale); gravità dei
sintomi (ovvero deboli, moderatyle = mso-bidi-font-style: normal">frequenza
dei sintomi (ovvero giornaliera, settimanale, mensile); e implicazioni
sensoriali (identificando quali sistemi sensoriali siano coinvolti —
olfattivo, trigemino, gustativo, auditivo, visivo e/o tattile, includendo la
percezione di vibrazioni, dolore, e caldo o freddo — che mostrino una variazione
di sensibilità (in più o in meno) e /o di tolleranza a normali livelli di
stimolazioni, sia in modo cronico, che in risposta a esposizioni a particolari
sostanze chimiche). Per scopi di ricerca che
implichino grande omogeneità, incoraggiamo i ricercatori a perfezionare i test
di verifica della Sensibilità Chimica Multipla sia con criteri addizionali di
inclusione che di esclusione, che valutino necessari per verificare le loro
ipotesi. Gli indicatori e gli ambiti adottati per caratterizzare e selezionare
sia i casi che i controlli nella ricerca sulla Sensibilità Chimica Multipla,
dovrebbero essere riportati in toto, in modo tale che i risultati di
studi diversi possano essere confrontati, e possa essere valutata la loro più
ampia applicabilità. Data la rilevante sovrapposizione
tra la popolazione clinica affetta da Sensibilità Chimica Multipla sia con la
Sindrome da Fatica Cronica (CFS), che con la Flbromialgia (FM), e per la
necessità di comprendere meglio le relazioni tra questi disturbi (19 — 21),
raccomandiamo che tutte le "sollecitazioni" e "richieste di applicazione"
predisposte dalle Agenzie federali per la ricerca in campo umano relative alla
Sindrome da Fatica Cronica, alla Fibromialgia e alla Sensibilità Chimica
Multipla conducano i ricercatori ad esaminare le tre patologie congiuntamente (senza
alcuna implicazione circa i loro criteri di selezione, che non devono essere
intaccati) e a riportare i loro risultati in questi termini. Esiste un
precedente per questo: l’Istituto Nazionale per le artriti e i disturbi
musco-scheletrici richiede di routine che, negli studi sulla Fibromialgia, i
ricercatori debbano condurre ricerche e inviino relazioni su ogni
sovrapposizione con disturbi correlatiti temporo-mandibolari. La ricerca sulla
Sindrome da Fatica Cronica (CFS), la Fibromialgia (FM), e la Sensibilità Chimica
Multipla (MCS) dovrebbero tutte trarre beneficio da una maggiore collaborazione,
e quindi accogliamo favorevolmente l’iniziativa del Congresso presentata dal
senatore Tom Harkun di destinare tre milioni di dollari al budget per la ricerca
del 1999 del Dipartimento della Difesa sulle malattie della Guerra del Golfo per
studi interdisciplinari sulla Sindrome da Fatica Cronica (CFS), la Fibromialgia
(FM), ed anche la Sensibilità Chimica Multipla (MCS) (solleciti al numero 074 -
9902 - 0005 sino al 2/12/99) per meglio comprendere, sia le loro sovrapposizioni,
che le loro differenze. Raccomandiamo che tali studi nelle tre direzioni vengano
sollecitati da tutte le Agenzie federali che finanziano la ricerca sulla
Sindrome da Fatica Cronica (CFS), la Fibromialgia (FM) o la Sensibilità Chimica
Multipla (MCS). REFERENZE
2 .Kreutzer R, Neutra R, Lashuay N. La generalità di persone che riportano la
Sensibilità alle sostanze chimiche in un esame basato sulla popolazione. Am J
Epidemiol (in stampa).
Liliane Bartha, M.D.
Questo articolo fu pubblicato nel Maggio/Giugno 1999 issue of Archives of
Environmental Health, Vol. 54, No. 3, pp. 147–149. Pubblicato con il
permesso dell’editore |
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