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Pubblicato da Karl-Reiner Fabig, tra laltro anche nel Hamburger Ärzteblatt 2000; 12:600-603 (Giornale della Camera dei Medici di Amburgo e dellUnione Medici della Mutua di Amburgo): E possibile contribuire alla diagnostica con questionari, IgE e SPECT? Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) Di Karl-Rainer Fabig Traduzione Sig.ra Bovono - Agenzia "Traduco" di Firenze Leziologia e la patogenesi della "Sensibilità Chimica Multipla" (MCS) non sono ancora chiare, prevalenza e incidenza della MCS sono sconosciute. La sindrome da sensibilità chimica multipla non è una entità di malattia. Tuttavia nella classificazione statistica internazionale (ICD 10), ha ottenuto il codice T78.4. Prima del 2000, questo codice era riservato alle "Allergie, non meglio definite". Di conseguenza si suppone che vi sia unassociazione tra MCS e le "allergie". Ma la MCS è veramente unallergia? Si cerca di dare una risposta a questo interrogativo controllando lallergia del tipo I. Rimane anche da chiarire il "ruolo della tomografia ad emissioni di positroni (PET) e della tomografia computerizzata ad emissione di singoli fotoni (SPECT), per la cosiddetta "Sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS)" (BARTENSTEIN e altri, 1999). Prima di affrontare questi problemi, devono essere chiariti i criteri di inclusione ed esclusione di pazienti affetti dalla sindrome da sensibilità chimica multipla. Un catalogo dei criteri della sensibilità chimica multipla, che viene usato spesso, è stato redatto da un medico ambientalista Nethercott e collaboratori. Pertanto la sensibilità chimica multipla (MCS) soggiace alle seguenti premesse (Nethercott e altri, 1993):
Il medico del lavoro Cullen definisce la sensibilità chimica multipla (MCS) come segue (Cullen, 1987):
Pazienti e metodo Nella pratica professionale (regionale) e di medicina ambientale (sovraregionale) dellautore, sono state individuate 408 persone per la ricerca. In base ai criteri di Cullen i 408 pazienti sono stati classificati come malati di sensibilità chimica multipla (MCS) (239 persone) oppure come gruppo di controllo (169 persone). Mediante anamnesi, misurazioni ambientali e biomonitoraggio (determinazione di materie nelle parti del corpo) è stato possibile stimare le varie esposizioni ai prodotti chimici. Il concetto di "esposizione" sottintende che in tutte le società industrializzate esiste "unesposizione di fondo ambientale", ai prodotti chimici, non meglio identificata. A livello internazionale, questa esposizione di fondo viene chiamata "background". 157 persone appartenevano a questo "background", altre 251 individui sono stati esposti ai complessi chimici riportati nella tab.
Tab. 1 Frequenza di esposizione a N = 408 persone Sono stati visitati in particolare i seguenti sottogruppi delle 408 persone 230 donne e 178 uomini di età dai 7 ai 98 anni: Su 338 persone (83%) erano presenti i valori del siero dellimmunoglobulina E. Questi risultati provengono soprattutto dal laboratorio del Dr. Keeser, Arndt & Partner (Amburgo) Su 285 persone (70%) è stato determinato il flusso sanguigno della regione celebrale, mediante SPECT con 99m HMPAO oppure neuroliti. Quaste ricerche sono state eseguite dal Dr Bieler (Amburgo), specializzato in Medicina Nucleare e Radiologia. Tutte le 408 persone (il totale del gruppo) hanno compilato, a partire da dicembre 1997 fino al maggio 2000 il "QEESI modificato". Il QEESI è labbreviazione per "inventario rapido dellesposizione e sensibilizzazione allambiente": Si tratta di un questionario, ideato da Miller e Mitzel (4) nel 1995 e convalidato nel 1999 da Miller e Prihoda (5). Il questionario è stato semplificato per questa ricerca. Nel QEESI originale le risposte per ciascun prodotto prevedevano da o a 10 possibilità. Nella versione modificata si è voluto evitare questa "eccessiva precisazione di valutazioni soggettive". Per ciascuna domanda era possibile rispondere con "nessuna" (1), "leggera/modica " (2), "grave" (3). Per i pazienti il questionario aveva questo aspetto. (Tabella 2)
Tab. 2 Questionario QEESI modificato (parte A e B) La parte A del questionario permette di determinare lintensità della sensibilizzazione ai prodotti chimici (ACS). La parte B permette di determinare in modo più obiettivo, rispetto a prima, lintensità del disturbo dopo lesposizione a prodotti chimici (BCS).
Risultati Età e indice di massa delle persone colpite da MCS (Sensibilità Chimica Multipla) e dei controlli erano, di volta in volta, distribuiti normalmente. Non si differenziavano in maniera significativa tra mediani e quartili. Lanalisi delle frequenze della Sensibilità Chimica Multipla indica unevidente prevalenza delle donne con MCS rispetto agli uomini. (Tab. 3)
Tab. 3 Frequenze di MCS e sesso
MCS e QEESI modificato La valutazione dei 408 questionari, attraverso unanalisi di attendibilità, ha riportato, per gli articoli che scatenano lintensità di provocazione della sensibilità ai prodotti chimici (ACS), un coefficiente di attendibilità Alpha = a 0,94. Unattendibilità leggermente inferiore, ma comunque alta di Alpha = 0,90, è stata trovata, durante la valutazione delle risposte riguardanti lintensità dei disturbi in seguito ad esposizione ai prodotti chimici (BCS). La correlazione delle 408 somme BCS (intensità dei sintomi in seguito ad esposizione ai prodotti chimici) con le 408 somme ACS (intensità di provocazione della sensibilità ai prodotti chimici) era di 0,835 (secondo Spearman). Il duplice significato di questa correlazione aveva il valore 0,01. Nel caso di valori collettivi medi dellintensità scatenante la sensibilizzazione ai prodotti chimici di 19,6 (ore var. 6,5) e le intensità scatenanti la sensibilizzazione ai prodotti chimici di 18,3 (ore var. 5,6) si calcolava mediante una regressione lineare, il seguente importantissimo tipo di concatenazione: (Somma BCS) = 0,85 * (Somma ACS) + 3,9 (errore standard 0,5). Quando lintensità di provocazione della sensibilizzazione ai prodotti chimici (ACS) è stata introdotta, come categoria divisa in due (20 30 punti = alta sensibilizzazione, 10 19 punti = bassa sensibilizzazione) sono state ottenute e riportate nella tabella 4 in base al sesso, le frequenze di esposizione al di sopra o entro il carico background.
Tab. 4 Frequenze delle azioni scatenanti la sensibilizzazione ai prodotti chimici. Nei casi di sensibilità chimica multipla (MCS), la valutazione descrittiva indicava una frequenza, normalmente distribuita, dei valori delle somme ACS nel campo superiore dei punti, nei controlli una distribuzione normale log. Nel campo inferiore con una somma di massimo 10 punti. Un quadro analogo si era ottenuto osservando i sintomi (BCS) provocati nei malati di MCS e nei controlli (fig. 1 e 2). CASI MCS
Frequenza Somma dellintensità dei sintomi dopo esposizione a prodotti chimici Fig. 1: Frequenza delle somme BCS nei casi di MCS
CASI NON MCS
Frequenza Somma dellintensità dei sintomi dopo esposizione a prodotti chimici Fig. 2 Frequenza delle somme BCS nei controlli A causa di questa suddivisione non omogenea di ACS (intensità di provocazione della sensibilità ai prodotti chimici) e BCS (intensità dei sintomi in seguito ad esposizione a prodotti chimici) si rese necessario un procedimento indipendente dalla distribuzione (analisi discriminativa, risultato nella tab. 5). La condizione MCS predeterminata (si o no) è stata portata in relazione alle 408 somme individuali dei punti ACS. Dalla tabella 5 si evince che, in base al criterio delle risposte ACS nel QEESI, il 92,5% dei casi di MCS sono stati raggruppati correttamente. Pazienti non MCS sono stati inseriti correttamente come sani per 84,6%. Complessivamente l89,2% dei casi raggruppati originariamente è stato classificato in maniera corretta.
Tab. 5 Appartenenza al gruppo MCS in base alle somme dei punti dellazione che scatena la sensibilizzazione ai prodotti chimici (ACS). Il raggruppamento MCS a seconda delle somme dellintensità dei disturbi (BCS) è indicato nella Tab. 6.
Tab. 6 Appartenenza al gruppo MCS in base alle somme dei punti dei sintomi scatenati (BCS). Lappartenenza al raggruppamento in base ai punteggi BCS indicava anche unalta sensibilizzazione (85,8%) e specificità (84,0%). Con la parte BCS del QESSI l85% dei casi raggruppati originariamente è stato classificato in maniera corretta. Quando sono state comprese anche le parti A e B del QESSI modificato, la classificazione corretta in base allo stato originale MCS, era del 90,9%. La sensibilità delle risposte al QEESi era del 92,9%, la specificità era dell88,2%. MCS e Immunoglobuline E Nei 204 casi di Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e nei 123 controlli erano comprese anche le misurazioni del siero dellimmunoglobulina (IgE). Un aumento dellimmunoglobulina E è caratteristico di una allergia di tipo I. Il risultato dellanalisi discriminante, con riferimento allo stato MCS, è indicata nella tabella 7. Solo il 46,4% dei casi raggruppati originariamente sono stati classificati correttamente, quando è stato introdotto come variabile indispensabile il siero dellIgE. Questo risultato indicherebbe che non vi sia un legame tra lMCS e lallergia trasmessa dal siero dellIgE.
Tab. 7 Appartenenza al gruppo MCS e valore del siero dellimmunoglobulina E MCS (Sensibilità Chimica Multipla) e SPECT (Tomografia Computerizzata ad Emissione di Singoli Fotoni) del cervello In un sottogruppo di 285 dei 408 pazienti (70%) è stata eseguita una tomografia computerizzata ad emissione di fotoni singoli (SPECT) con i tracciati 99m Tc-HMPAO oppure con neuroliti. La SPECT misura semi-quantitativamente, il flusso di sangue della regione celebrale (Un reperto SPECT è patologico quando, su di una superficie del cervello di almeno 3 cm, è possibile misurare una riduzione dellemissione di fotoni del 10% o superiore). Nel 53, 7% di questo 285 persone era stato evidenziato un reperto patologico mediante SPECT. Calcoli correlativi e regressioni logistiche dimostrano:
CONCLUSIONI
Riepilogo delle sigle: IgE Immunoglobuline della classe E rCBF Flusso sanguigno della regione celebrale SPECT Tomografia computerizzata ad emissione di singoli fotoni MCS Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla PET Tomografia ad emissione di positroni ACS Intensità di provocazione della sensibilizzazione ai prodotti chimici BCS Intensità dei sintomi in seguito ad esposizione ai prodotti chimici Riferimenti: Bartenstein P., Grünwald F., Herholz K., Kuwert T., Tatsch K., Sabri O., Weiller C.: Rolle der Positronen-Emissions-Tomographie (PET) und Single-Photon-Emissions-Tomographie (SPECT) bei der sogenannten "Multiple Chemical Sensitivity" (MCS). Nuklearmedizin 38 (1999) 297-301. Cullen MR (ed.): Workers with multiple chemical sensitivities. Occup Med: State Art Reviews 2 (1987) 655-806. Miller C., Mitzel H.: Chemical sensitivity attributed to pesticide exposure versus remodelling. Arch Environ Health 50 (2) (1995) 119-129. Miller C., Prihoda T.:The Environmental Exposure and Sensitivity Inventory (EESI): a standardized approach for measuring chemical intolerances for research and clinical applications. Toxicol Ind Health 15 (1999) 370-385. Nethercott JR, Davidoff LL, Curbow B, et al.: Multiple chemical sensitivities syndrome: toward a working case definition. Arch Environ Health 48 (1993) 1926. Indirizzo dellautore: Karl-Rainer Fabig, Praktischer Arzt. Immenhoeven 19, 22417 Hamburg Fabig was dying suddenly in Mai 2005. So you cannot ask him more about his scientific work.
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